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Fantasticavo sul mio anno di nascita, il 1968: rocamboleschi
cambiamenti avrebbero minato la stabilità sociale, lotte operaie e studentesche
in primis, con un contraccolpo sulla vita quotidiana e su tutte le sue
espressioni, soprattutto per l’arte e tutte le sue diramazioni. La ricerca del
nuovo consentiva la maturazione di stili già affermati e i primi vagiti di
nuovi. Il cinema sperimentale ne presentò subito le prime conseguenze.
Emblematico fu “ La notte dei morti viventi “: l’apice dello
sperimentalismo toccato con un umile ed insieme devastante bianco e nero, il
minimalismo più angosciante rappresentato dai protagonisti, nonché “ uomini
di fatica “ dello stesso Romero, durante la lavorazione/ produzione del film.
Inutile dirlo: per me un irrinunciabile must che avrebbe turbato i miei già
turbolenti sonni di adolescente, insieme a quell’altra perla insanguinata che
fu “ Zombi “ del 1978.
Ma la mia naturale inclinazione a divagare mi sta
allontanando dal seminato : la mia crescita professionale è stata coadiuvata
dalla scelta di una scuola di elettronica, che mi ha consentito di applicare
tecnicamente quanto più mi frullava nella testa, e una decennale gavetta negli
studi televisivi di una emittente locale. A lungo andare però ho cominciato a
sentire il mio estro creativo alquanto tarpato, impossibilitato ad esplodere.
Divoravo letteralmente capolavori cinematografici, nati con mezzi davvero esigui
quali “ Evil dead “ del pazzoide Sam Raimi, “ Hellraiser “ del delirante
Clive Barker, e “ Prince of darkness “dell’incisivo ma incompreso John
Carpenter. Senza per questo però non affezionarmi alla maestria dei nostri
Lucio Fulci ( un autentico mago degli effetti speciali ) e Dario Argento (
quello che è riuscito a fare in “ Suspiria “ è insuperato persino dalle
sue stesse opere successive ).
Sentivo di poter dire la mia e rischiare : correva il 1992 quando, mettendo insieme volontà ed determinazione, soprattutto per invogliare altri a credere in quanto si stava realizzando, vide la …” luce “ THE DARK SIDE. Questa mia modesta pretesa filmica voleva essere un affettuoso omaggio proprio a coloro che avevano alimentato la mia fantasia e soprattutto la mia tecnica di ripresa: la soggettiva dell’entità di Raimi, l’ambientazione onirica di Barker e la colorazione delle luci in Argento.La partecipazione al “ Fano Film Festival “ e il conseguente riscontro positivo mi convinsero ulteriormente a percorrere il tortuoso sentiero dell’autoproduzione.
Parallelamente alla mia grande passione per certo cinema
estremo, ho coltivato anche quella per la musica Heavy Metal : “ The new blood
“ è il videoclip tratto da THE DARK SIDE commentato dal granitico “ Circle
of the tyrants “ degli svizzeri Celtic Frost,
dark metallers ante-litteram, che si contraddistinsero per le sonorità
serratissime ed insieme malinconiche, oggi tanto in voga nel genere.
Il 1995 è stato l’anno del tormentatissimo L’OMBRA
DELLA STREGA, eloquente tributo al maestro del male John Carpenter. Il corto
segna a tutti gli effetti la mia maturazione professionale ed ha tra alterne
vicende conosciuto due produzioni, con un cast completamente rinnovato e delle
ricercatezze nel montaggio soprattutto nella sua seconda edizione del 1998. Ho
cercato di condensare il mio disgusto per il fin troppo riconosciuto potere dei
mass-media e per il ben più
subdolo abuso devastante degli psicofarmaci.
Nel 1997 ho preferito sostituire gli elementi dell’horror
più efferato con atmosfere
oniriche e romantiche : ecco dunque FOREVER . La storia trae spunto dal
ritrovamento da parte di un gruppo di ragazzi di un fantomatico scettro
appartenuto ad una misteriosa setta di frati guerrieri, in parte ripescata da
numerosi racconti del genere fantasy e, perché no , da quel capolavoro
letterario che è “ Il pendolo di
Foucault “ del nostro Umberto Eco. Il tutto commentato musicalmente da altri
maestri del Metal che più amo, quali King Diamond e Ozzy Osbourne ( Forever è
di fatto il titolo di una delle sue songs più famose , tratta da Bark at the
moon ).
Il 1998 è stato per me l’anno della sperimentazione.
Con ACTION PAINTING mi premeva
ricreare le insane visioni del genio maledetto di David Lynch. Con la
collaborazione di un artista altamurano, Vito Centonze, che mi mostrò alcune
sue inquietanti opere, prese forma quello che io stesso ritengo un lavoro “
estremo “, meno veloce nel montaggio e di
più posato impatto sul pubblico.
Con l’inizio del tanto decantato nuovo millennio, qualche
novità comincia a bollire in pentola : folli e visionarie
sceneggiature, stavolta originali, hanno cominciato a stuzzicare la mia
fantasia e la voglia di ritornare dietro la macchina da presa dopo un periodo di
involontaria inattività sta lentamente prendendo il sopravvento.
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